profilo

          Il caso mi ha vista nascere sulle rive del Lago di Como, terra dagli orizzonti solidi e verticali, le montagne: il mio pensiero si è così formato, concreto come la pietra, veloce come l’eco, protetto come in culla. Un cromosoma mi ha sempre fatta sentire esploratrice, con l’irrefrenabile voglia di curiosare oltre quegli orizzonti: il mio pensiero ha potuto così divenire anche astratto, lento e spazioso. Ringrazio quindi la mia terra e tutte le terre d’altrove, per come oggi sono.

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Mio nonno era fotografo amatoriale, io la sua piccola modella e curiosa aiutante in camera oscura. Sono ora l’erede dei suoi album stampati, delle sue pellicole impresse, dei suoi esperimenti con la luce, su cose, persone, paesaggi. Bianconero, solo bianconero. A 8 anni mi ha regalato la macchina fotografica, un classico. Una delle prime Olympus, serie M: scattare, dapprima solo per gioco e ricordo, si è poi pian piano trasformato in passione e ricerca espressiva.

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Qualche anno fa persone molto care mi hanno caldamente invitata a divulgare le mie immagini ad un pubblico che non mi (e non le) conoscesse, a cimentarmi in una ricerca artistica più attenta e meno timida. Perplessa e impaurita, ho ubbidito.

Due incontri importanti hanno poi segnato il mio percorso: Sara Munari (Lecco) e Antonio Manta (Montevarchi), due bravi fotografi, artisti e professionisti affermati, che stimo, a cui sono affezionata, a cui riconosco l’avermi “educata” e spronata, con la competenza e la semplicità che li caratterizza.

Sara mi ha conquistata fin da subito col suo “ora vediamo le regole della buona composizione, così poi te le puoi scordare” e col suo modo severamente affettuoso di stimolarmi: “ti farò star ferma in un unico posto per ore, vediamo cosa mi porti”. Ha immediatamente colto il mio stile personale, ha cercato di arricchirlo, di approfondirlo, ma anche, perchè no, di scombussolarlo, quel tanto che basta e serve.

Di Antonio mi hanno attratta visceralmente le immagini della mostra “19 metri quadri d’inferno”, che tornavo a vedere ogni giorno, senza minimamente conoscerne l’autore. Quando ho preso un fiato di coraggio per decidere di suonare alla sua porta, ho incontrato un uomo dall’apparenza burbera ma invece disponibile e attento, che col suo “torna con i tuoi scatti migliori, ma anche con gli scarti…mi sa che te fai belle foto senza accorgerti”, mi ha poi dato la fiducia che mi mancava e le opportunità che non avevo.

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Ma torniamo a me.
Una volta fotografavo esclusivamente per istinto, quasi senza pensiero, ancor meno premeditazione. Ora, rispetto al passato, fotografo con un po’ più di consapevolezza e conoscenza, sia quando mi muove l’istinto, sia quando mi muove la ragione. Ma soprattutto, ora mi sembra di fotografare con entrambi, indissolubilmente fusi, pur che possa prevalere l’uno o l’altra.
A volte colgo l’attimo, a volte aspetto. Non ho sempre la macchina fotografica con me, mi capita di dimenticarla anche per mesi. Ho imparato a “vedere” una fotografia e a non farla, una sensazione bellissima.

Non sono una professionista. E non vorrei esserlo. Adoro il senso di libertà e leggerezza che mi dà l’essere una fotografa amatoriale, semplicemente appassionata, semplicemente curiosa, a volte attiva ricercatrice, a volte pigra osservatrice. Mi lascia un po’ perplessa la teoria sulla necessità di avere sempre un progetto e un obiettivo ben delineati in mente, per poter arrivare ad un lavoro fotografico di qualità. Mi succede a volte di esser colta da un’ispirazione imprevista, da un’idea fugace, che si concretizzano in un unico scatto, oppure che poi, pian piano, lasciando che anche il caso e l’improvvisazione facciano il loro corso, prendono la forma di un tutt’uno narrativo coerente. Altre volte invece penso, penso molto, penso prima.

Propendo per il bianconero, netto e profondo, ma al colore, vivo e vivace, non ho mai rinunciato. Pur privilegiando i generi Reportage e Street Photography, amo sperimentarmi anche in altro. Mi attraggono soggetti, locations, tecniche, ogni volta diverse, in un’aperta ed istintiva ricerca di ogni aspetto della realtà che possa attrarre l’occhio ed emozionare, senza alcun cliche’ predeterminato.

A chiunque offro le mie immagini e chiunque ne potrà trarre impressioni, sensazioni, emozioni, considerazioni, valutazioni, dettate dal proprio soggettivo ed indiscutibile punto di vista. Il mio, molto quietamente, può affiancarsi, fondersi, addirittura scomparire. Credo sia proprio questa la bellezza dell’espressione artistica: libera per l’autore, libera per il fruitore.

     mb           mb          poppins

 

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